A.A.A.A., 2024

Arnoldo Anibaldi Amatore Anarchico

Ho cominciato a scrivere di lui, del mio unico fratello Arnoldo, dopo che ha imboccato la strada del non ritorno. Per l’esattezza a giugno del 2016. Questo dolore l’ho coniugato in molteplici direzioni. Ma era tempo che raccontassi di lui a cominciare dall’inizio. Dalla sua nascita. Io già c’ero. Dalle sue scelte. Dalle sue convinzioni adolescenziali fino alla scelta di indirizzarsi verso un iter scolastico specifico che avrebbe dato respiro al suo talento di vero artista. Alla sua creatività. Al suo ecletticismo.
Scultore sempre. Anche nella pittura. Anche nella fotografia. Una dilatazione della forma che vuole conquistare lo spazio. Un’espansione, la sua, concettuale prima che formale. Un’ansia di scompaginare il cristallizzato per comporre nuovi equilibri.

Sulle prime AA non si può discutere, in quanto anagraficamente istituzionalizzate.

Sulla terza A è il “tore” che fa la differenza con amante. Non amante seriale ma appassionato ricercatore.

Per quanto riguarda la quarta A il pensiero di Proudhon può riassumere il concetto: “L’anarchie, c’est l’ordre sans le pouvoir” (l’anarchia è l’ordine senza il potere).

Nel sito della Casa Museo Arnoldo Anibaldi potete leggere la versione digitale del libro.